SapaFlash del 23-01-2016 - riforma fallimentare: le interviste
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del 23 gennaio 2016 - riforma fallimentare: le interviste

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Corpo Forestale, è scontro tra sindacati e Governo

MARTINA (MIPAF): <<IL NUOVO COMANDO ASSICURA PROFESSIONALITÀ, SPECIALIZZAZIONE E DIFESA DEL TERRITORIO>>

MORONI (SAPAF): <<UNA RIFORMA FALLIMENTARE SUL PIANO OPERATIVO ED ECONOMICO>>

Addio al Corpo Forestale dello Stato. La riforma della pubblica amministrazione, approvata dal Consiglio dei Ministri, ha cancellato 194 anni di storia del Corpo che più di tutti si è adoperato nella difesa del territorio, della biodiversità, della salute pubblica. L’accorpamento con l’Arma dei Carabinieri> è cosa fatta. Da questa sinergia ‘forzata’ nascerà il Comando per la Tutela Ambientale, Forestale e Agroalimentare.
Ministro all’Agricoltura, Maurizio Martina, si tratta di una riforma che consente di fare grandi passi in avanti nel campo della tutela agro-ambientale poichè rafforza il presidio dello Stato sul territorio e mantiene la specializzazione dei Forestali valorizzandone le competenze. <<Con questa riforma – ha dichiarato il ministro all’Agricoltura –  riorganizziamo le funzioni di polizia impegnate sul fronte agro-ambientale, dotando l’Italia di una moderna struttura in grado di assicurare sempre meglio prevenzione e repressione su questo fronte. Uniamo le forze e potenziamo gli strumenti operativi coordinati dal Comando per la Tutela Ambientale, Forestale e Agroalimentare dei Carabinieri.>>Sul piede di guerra i sindacati della Forestale che con Marco Moroni, segretario del Sapaf, senza mezzi termini parlano di una riforma fallimentare sia dal punto di vista economico che da quello operativo.
<<Muterà l’approccio delle attività di polizia in tema di sicurezza ambientale – afferma Moroni – poichè assisteremo alla progressiva riduzione delle attività di prevenzione privilegiando un approccio solo repressivo; questo approccio è assolutamente perdente quando si parla di tutela del territorio poichè spesso il ripristino dello stato dei luoghi è impossibile da ottenere.>>
<<Non è vero – prosegue Moroni – che si ridurranno i costi; i costi fissi, vale a dire gli stipendi, saranno mantenuti e ad essi si aggiungeranno quelli per la formazione del personale e dell’adeguamento logistico e strutturale.>>
<<Ci sono poi delle gravi incongruenze tra quanto annunciato dal Governo – conclude il segretario del Sapaf – e il testo della riforma; si era detto di non smembrare il Corpo Forestale e di mantenere le prerogative acquisite dai Forestali in termini di avanzamenti di carriera e sedi di lavoro. Invece entro due anni potranno essere disposti cambiamenti di sede per il lavoratori, gli avanzamenti non  saranno uguali a quelli dei carabinieri e il Corpo verrà smembrato con i nuclei della sicurezza pubblica che entreranno nella Polizia di Stato, l’antincendio sarà accorpato ai Vigili del fuoco e il Cites sarà diviso tra Guardia di Finanza e Ministero dell’Agricoltura.>>
I sindacati annunciano battaglia e, c’è da scommetterci, pioveranno ricorsi al Tribunale Amministrativo e contenziosi per i trasferimenti di personale e di competenze di un Corpo che non ha accettato di essere cancellato con tanta superficialità.
Un colpo di spugna che apre scenari nebulosi sul futuro dei Parchi nazionali e regionali, delle aree protette, del patrimonio naturalistico del nostro Paese. I tempi dei ‘passaggi di consegna’ in Italia sono sempre incerti e spesso il provvisorio diventa ordinario. In un settore delicato come quello della difesa del territorio dove non è possibile abbassare la guardia neanche per un istante.

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