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Orphans of femicide. Invisible victims:
spazi di formazione

Il diritto di non morire ammazzate.
Il diritto di poter interrompere una relazione senza il terrore di essere uccise dall’uomo che fino a poco tempo prima diceva di amarci.

Il diritto di poter essere libere di vivere le vite che vogliamo.
Il diritto di poter essere vive

In questo momento storico così particolare, in cui sentiamo forte la necessità di difendere quei diritti dati per assodati (che sono quasi sempre quelli delle donne e della loro possibilità di autodeterminarsi), scriviamo questa newsletter con il cuore pesante dopo la notizia dell’ennesimo femminicidio, questa volta in un territorio cosi vicino a noi.

In Italia le donne continuano a morire perché sono donne.
Ogni tre giorni un uomo decide di avere il potere di porre fine alla vita della propria compagna (o ex).

Moriamo perché siamo donne e non perché i nostri compagni sono gelosi, depressi, senza lavoro, ossessionati da noi. La società patriarcale e sessista non solo tollera tutto ciò, ma permette a questo fenomeno di avere terreno fertile su cui crescere e radicarsi.

Così, lo scorso giovedì 23 settembre un uomo, Alexanandru Ianosi Andrea Dimitrova, ha creduto di avere il diritto di scegliere per la vita di un’altra persona e ha deciso di uccidere Lilia Patranel, la sua compagna, madre del proprio bambino di 4 anni e donna alla ricerca di una vita libera dalla violenza. 

Il femminicidio, però, è solo l’evento fatale più drammatico della violenza maschile e non arriva all’improvviso.
Sconvolge l’intera comunità e distrugge le vite di chi rimane.

Ogni tre giorni in Italia ci sono bambine e bambini che perdono la mamma perché spesso è uccisa dal papà, il quale o viene incarcerato o decide di togliersi la vita. In Italia ogni tre giorni ci sono genitori, fratelli e sorelle, amici, che devono sopportare il tremendo dolore della morte avvenuta in modo così traumatico e devono contemporaneamente raccogliere i cocci e prendersi in carico le figlie e i figli rimasti.


Per questo motivo, Cooperativa sociale Iside, insieme a 18 partner di 6 regioni italiane, e grazie alla Fondazione Con i Bambini ha potuto presentare e vincere il progetto Orphans of femicide. Invisible victims il cui scopo principale è dare sostegno e supporto agli e alle orfane di femminicidio, accogliere i loro bisogni, offrire loro esperienze di cura e di supporto alla riparazione del trauma, in un contesto relazionale nuovo, adeguato e positivo.

È con lo stesso cuore pesante, ma sempre più convinte della necessità e dell’importanza di questo progetto, che vi raccontiamo cosa abbiamo pensato e cosa vorremmo fare.

Il percorso nazionale che è nato a dicembre 2021, intitolato Orphans of femicide. Invisible victims, è volto interamente alla cura e all’assistenza delle orfane e degli orfani. È articolato in aree geografiche e nel nord est è promosso dalla Cooperativa sociale Iside, con il partenariato di 9 centri antiviolenza, 2 università, 3 centri specialistici di ricerca e formazione professionale, 2 enti del terzo settore e 2 enti pubblici. In totale sono coinvolti 18 partner di 6 regioni (Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto) e più di 40 stakeholders tra istituzioni pubbliche e realtà private. Il progetto ha una durata complessiva di 48 mesi e si svolge all’interno di una precisa cornice metodologica propria dei centri antiviolenza che ne fanno parte. 

La necessità di intraprendere questo percorso è nata dal dato che registra oltre 2000 orfane e orfani di femminicidio sul suolo nazionale, minori spesso invisibilizzati e non considerati dal sistema di welfare. Questo fenomeno è la conseguenza diretta della scarsa rilevanza politica che in Italia ricopre il tema della violenza contro le donne e, in particolare, il femminicidio. 

Orphans of femicide. Invisible victims si articola in diverse macro azioni progettuali. A partire dal mese novembre verranno promossi i percorsi formativi rivolti a diverse figure professionali, per favorire la creazione di una rete di professionisti/e (legali, socio-sanitari e della scuola) competenti e con capacità relazionali ed empatiche. 

La prima formazione è aperta ad avvocate e avvocati e prevede un focus sulla legge 4/2018 . Lo scopo è quello di indagare cosa questa legge garantisce alle orfane e agli orfani e di individuarne gli elementi di criticità. Sarà tenuta da l'avv. Salzer ed è prevista per il mese di novembre 2022. 

La seconda formazione invece, sarà aperta ad assistenti sociali,  con un focus sul femminicidio.

Entrambe le formazioni si terranno online, presto seguiranno aggiornamenti sulle modalità di iscrizione.
Le altre macro azioni previste dal progetto riguardano la presa in carico integrata, tempestiva e individualizzata delle orfane e degli orfani; l’attuazione di interventi per migliorare il rapporto tra famiglia affidataria e minori e attività di sensibilizzazione.

Per saperne di più seguici su Facebook Cooperativa Iside centri antiviolenza, visita il sito www.isidecoop.com oppure contattaci a progettorfanifemminicidio@isidecoop.com.
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