Newsletter settimanale 24/08/2015
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Il Gran Maestro Bisi: “Il barbaro assassìnio a Palmira del professor Khaled Al Assaad è un attacco alla Cultura ed al cuore della Civiltà”

 
“Non ci sono più parole ormai per commentare la barbarie criminale dell’Isis. L’uccisione del professor Khaled Al Assaad è un attacco alla Cultura ed al cuore della Civiltà. Hanno voluto colpire un insigne studioso, l’angelo custode del sito archeologico di Palmira che è patrimonio dell’Umanità per colpire tutti noi. Ma non è cercando di cancellare la storia e i suoi simboli secolari o trucidando personalità come Al Assaad che questi disumani uomini neri del terrore potranno portare avanti il loro progetto di tirannia e di morte. Il Grande Oriente d’Italia partecipa al dolore della comunità internazionale e in base ai suoi principi universali di pace, dialogo e tolleranza si opporrà sempre a chi vuole riportare il mondo nel caos e confinarlo nella terra di mezzo dell’orrore”. Queste le parole del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi dopo la tragica notizia arrivata da Palmira e che ha provocato sdegno e rabbia nel mondo. Il Grande Oriente d’Italia con una nota era già intervenuto per sensibilizzare le coscienze nel momento in cui lo scorso mese di maggio le milizie dell’Isis avevano conquistato la zona di Palmira e si erano verificati i primi saccheggi del sito archeologico che dal 1980 è patrimonio dell’Unesco. Ecco cosa avevamo scritto il 22 maggio con il titolo Palmira: difendiamo tesoro dell’Umanità e simbolo della cultura universale: ”I luoghi del sapere rappresentano per noi massoni-costruttori un inestimabile tesoro dell’Umanità. Aver appreso che l’antica città siriana di Palmira è caduta nelle mani dei fanatici del terrore è motivo di sgomento per la barbara uccisione di soldati e civili e di grande apprensione per le sorti di quello che è considerato uno dei siti archeologici più importanti non solo del Medio Oriente. Palmira è dal 1980 città patrimonio dell’Unesco. È menzionata nella Bibbia come Tadmor, la città del deserto che fu fortificata da Salomone, ed è citata negli archivi dei re Assiri. Nell’antichità era uno dei punti di sosta per le grandi carovane che attraversavano il deserto. La cultura per noi è universale e Palmira è la cultura con il suo fiorente passato e ciò che è rimasto della città che ebbe un potente sviluppo nel periodo romano. Chi ha visitato il sito archeologico sa bene che quelle colonne hanno un valore immenso. Permettere di distruggerle sarebbe delittuoso per chi ha un solo obiettivo: eliminare tutti i grandi simboli della civiltà, cancellare la storia dell’uomo e dare vita al nero simbolo del terrore e della intolleranza. Noi massoni del Grande Oriente d’Italia invitiamo tutte le nazioni a impedire la distruzione di Palmira, vera e propria culla della civiltà, e il saccheggio delle preziose rovine romane. La convenzione del 1954 sulla protezione del patrimonio dell’Umanità durante i conflitti stabilisce che i siti archeologici non devono essere usati per scopi militari. Bisogna evitare che allo scempio perpetrato nelle assire Nimrud, Hatra e Ninive in Iraq, ora si aggiunga quello di Palmira. Il mondo non può perdere questo prezioso e straordinario scrigno che unisce il passato al presente”. Il professor Khaled Al Assaad ha cercato di farlo pagando con la propria vita. Tocca ora a tutti gli uomini far sì che il suo sacrificio non sia stato vano.

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“Il dialogo per superare ogni confine”, Convegno a Lido di Camaiore il 28 agosto in ricordo del fratello Roberto Mei. Partecipa il Gran Maestro Stefano Bisi

 
Anche quest’anno si terrà a Lido di Camaiore il tradizionale incontro in ricordo del fratello Roberto Mei. L’iniziativa che si svolgerà venerdì 28 agosto alle ore 18.00 presso il ristorante “Villa Ariston” (Viale Cristoforo Colombo 660) avrà come tema “Il dialogo per superare ogni confine”. Alla serata parteciperanno il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi e il presidente del Collegio dei Maestri Venerabili della Toscana Francesco Borgognoni. A conclusione dell’incontro, previsto alle ore 20.00, si svolgerà, sempre nella stessa location, l’Agape Bianca.

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Equinozio di Autunno e XX Settembre 2015. Seguendo Dante, dedicate al Sommo Poeta le tradizionali celebrazioni di fine estate

 
“Seguendo Dante” è il titolo delle tradizionali celebrazioni del Grande Oriente d’Italia di fine estate che inaugurano, con l’Equinozio di Autunno, la ripresa dei lavori delle logge dopo la pausa estiva e ricordano l’anniversario del XX Settembre, data storica della Breccia di Porta Pia del 1870. L’appuntamento è a Roma i prossimi 19 e 20 settembre. Nel 2015 i consueti festeggiamenti delle logge italiane sono dedicati a Dante Alighieri e ai suoi 750 anni di nascita che in questi mesi sono celebrati in tutto il mondo. Anche il Grande Oriente d’Italia partecipa, rendendo omaggio a una figura fondamentale della cultura universale perché il Sommo Poeta, con la sua opera artistica, continua ovunque a segnare il cammino delle idee. Fu esempio anche nel Risorgimento italiano: i padri della patria, ricordiamo Mazzini, lo definirono primo patriota e primo convinto europeista. Uno spirito più che mai vitale nella nostra epoca. Lume v’è dato a bene e a malizia, / e libero voler (Pg XVI 76) è il verso dantesco che farà da filo conduttore alla tavola rotonda, aperta al pubblico, in programma la mattina del 19 settembre, dalle ore 10:30 alle 13:00, a Villa Il Vascello, sede nazionale del Grande Oriente d’Italia. Il testo di Dante evidenzia le potenzialità dell’Uomo nella propria esistenza e le contraddizioni insite nella sua essenza. Antinomie, oggi, ancora poco superate e così gravi da richiedere molto impegno da parte di tutti, in ambito sociale, culturale, giuridico, politico ed economico. La precarietà dei nostri tempi, in tutte le sue manifestazioni, sarà perciò al centro del dibattito di esponenti della cultura e delle istituzioni che confronteranno le proprie esperienze, affidando al Gran Maestro Stefano Bisi le conclusioni. Le attività del pomeriggio, sempre al Vascello, avranno carattere interno e si potrà partecipare solo su invito. “Insieme nel Giardino della Fratellanza” è il titolo dell’incontro con il Gran Maestro e la Giunta in programma alle ore 16 che introdurrà le celebrazioni del tardo pomeriggio ancora dedicate a Dante. Con “Il Viaggio”, spettacolo di musica e parole, sarà tratteggiato il profilo di Dante Alighieri uomo e poeta con le esibizioni di Alfredo Altieri e Marco Feroci e gli intermezzi musicali del pianista Andrea Feroci che interpreterà brani di Beethoven e Liszt. Chiuderà la serata l’allocuzione del Gran Maestro Stefano Bisi. Il giorno successivo il Grande Oriente d’Italia ricorderà l’anniversario del XX Settembre 1870, “tappa fondamentale – si legge nel tradizionale Manifesto del Gran Maestro – sulla strada dell’evoluzione civile del nostro Paese”. L’appuntamento è alla Breccia di Porta Pia alle ore 15 per la deposizione di una corona di alloro ai piedi della targa che ricorda lo storico evento e, a seguire, il discorso commemorativo del Gran Maestro. Visualizza il programma dell’evento sul sito

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LiberaMente Massoneria

 
Tre giorni per conoscere la Massoneria del Grande Oriente d’Italia attraverso incontri, dibattiti, conferenze e talk shows. In contemporanea una piccola fiera ed alcuni eventi sparsi per la cittadina offriranno l’occasione per visitare questo meraviglioso territorio che sa offrire un’eccellente selezione di prodotti tipici ed una ospitalità squisita… Fortunatamente, nel nostro Paese, esistono molti luoghi che per la loro storia richiamano alla mente personaggi, azioni, idee e principi, luoghi che sono capaci di regalare sensazioni ed atmosfere assai suggestive e ricche di emotività. Il piccolo e caratteristico centro di Radicofani, nel sud della provincia senese, durante il Medioevo è stato teatro di avvenimenti curiosi legati ad una figura tanto nota ai contemporanei quanto dimenticata ai giorni nostri, Messer Ghino di Tacco, ghibellino convinto, eroina del popolo, dannazione del potere guelfo e papale. La maggioranza di coloro che ricordano il nome di Ghino di Tacco al giorno d’oggi, lo collegano a Bettino Craxi che amava Radicofani e la sua storia, tanto da firmarsi con questo pseudonimo che, appunto, richiamava nello statista -che ne conosceva bene la biografia- un “personaggio condannato ingiustamente” e paladino di alcuni valori a lui assai graditi. Quest’uomo che molti definirono un Robin Hood, dopo esser fuggito dalla condanna capitale che colpì l’intera famiglia, conquistò la fortezza di Radicofani in modo da controllare il vicino tratto di Via Francigena (la romana Cassia) che tutti conosciamo per l’importanza rivestita nella viabilità dell’epoca, indomito assertore degli ideali ghibillini fece della roccaforte la base delle sue scorrerie che colpivano i ricchi viandanti che la percorrevano in viaggio da e per Roma. Ghino ebbe un momento di grande notorietà quando fu citato da Dante nella Commedia: « Quiv’era l’Aretin che da le braccia fiere di Ghin di Tacco ebbe la morte » (Purgatorio VI, vv. 13-14) e, quando, Boccaccio lo dipinge come “brigante buono” raccontando la vicenda del sequestro dell’abate di Cluny, nella II novella del X giorno: “Ghino di Tacco piglia l’abate di Clignì e medicalo del male dello stomaco e poi il lascia quale, tornato in corte di Roma, lui riconcilia con Bonifazio papa e fallo friere dello Spedale”. Il Grande Oriente d’Italia ha scelto di promuovere una manifestazione, aperta al pubblico e focalizzata sulla conoscenza della Libera Muratoria, dal titolo “LiberaMente Massoneria” che intende presentarsi per quello che è in realtà, proprio in questo luogo suggestivo che oltre ad offrire la giusta ambientazione ricca di storia e significati è, ad oggi, un angolo incontaminato dov’è ancora possibile prendersi un momento di pausa per sé stessi. Riflettere, camminando nella pace del bosco iniziatico, sarà la giusta conclusione delle giornate dedicate all’apprendimento della storia e dei valori del mondo massonico, magari dopo aver assaporato i piatti genuini della tradizionale cucina locale e fatto due passi nel caratteristico ed accogliente borgo medievale. Infine, non può mancare una visita alla Fortezza che domina il panorama a 360 gradi con una vista mozzafiato sulla Val d’Orcia e la Val di Chiana: nelle giornate più tèrse è possibile vedere le montagne dell’Appenino fino a quelle in Abruzzo… Adesso non resta che partecipare. Leggi il programma completo sul sito.

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La storia della Massoneria in Basilicata. Appuntamento a Matera l’11 settembre

 
Francesco Mario Pagano (1748-1799), autore del progetto di Costituzione della Repubblica napoletana. Cadde sul patibolo. Nel 1786 fu maestro venerabile della Loggia Philantropia di Napoli che abbandonò la dipendenza inglese. La storia della Massoneria in Basilicata sarà alla ribalta l’11 settembre a Matera nell’ambito di un incontro organizzato dal Grande Oriente d’Italia. L’appuntamento è a Palazzo Gattini Hotel, in piazza Duomo 13 alle 17. Nel corso del convegno si ricostruiranno le vicende della Libera Muratoria nella regione seguendone il cammino dalle origini fino ai giorni nostri in parallelo con il resto d’Italia, d’Europa e del mondo occidentale e attraverso una figura chiave, emblema di cultura e di modernità di questa terra del sud, quella di Mario Francesco Pagano, giurista, filosofo, politico e drammaturgo italiano, tra i massimi esponenti dell’Illuminismo, iniziatore della scuola storica napoletana del diritto, personaggio di spicco della Repubblica Partenopea del 1799. A lui, che si meritò l’appellativo di Platone di Napoli, si ispira la Massoneria lucana che ne tramanda il nome anche attraverso una delle sue logge. All’evento, al quale parteciperà il Gran Maestro Stefano Bisi, interverranno Livio De Luca, presidente del Collegio Circoscrizionale di Campania e Basilicata, Vittorio Prinzi e Tommaso Russo, autori del libro “La Massoneria in Basilicata dal decennio francese all’avvento del Fascismo”.

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“La posa della prima pietra”, tornata in grado d’Apprendista delle logge aretine il 26 settembre a Monte S. Savino alla presenza del Gran Maestro Bisi

 
Grazie all’opera congiunta delle Officine degli Orienti delle Valli Aretine e con il patrocinio dei Collegi Circoscrizionali dei Maestri Venerabili della Toscana e dell’Umbria si rinnoverà anche quest’anno la festa in ricordo della “Posa della prima pietra” del Tempio di Salomone. L’importante tornata rituale in grado di Apprendista libero muratore si svolgerà sabato 26 settembre alle ore 9.30 presso il Village Crocodile (Uscita Autostrada A1 a dx – Via Culle) di Monte S.Savino (AR). E’ prevista la presenza del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi. Terrà il maglietto la Loggia Elia Coppi n° 930 all’Oriente di Cortona. Il programma, prevede alle 9.30 l’inizio dei lavori nel Tempio. Al termine della tornata, prevista per le 12.30, si svolgerà un’Agape Bianca nel ristorante “Da Domenico” di Monte San Savino.

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“Il silenzio e la parola”, incontro-dibattito su Bent Parodi di Belsito il 28 agosto a Villa Piccolo. Sarà presentato il premio letterario alla memoria

 
“Il silenzio e la parola” è il titolo dell’incontro-dibattito su Bent Parodi di Belsito, promosso dalla Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, nell’ambito del ciclo “Le Porte del Sacro – Ingressi di paesaggi 2015, che si terrà venerdì 28 agosto, dalle 18,30 a Villa Piccolo (Strada Statale 113, km. 109 Capo d’Orlando). Nel corso dell’incontro sarà presentato il premio letterario intitolato a Bent Parodi, giornalista, scrittore, studioso del mito e della Tradizione, che per venticinque anni, dal 1984 al 2009, ha presieduto fino alla sua morte, la Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella. Palco aperto: interventi programmati di Claudio Saporetti, Anna Maria Corradini, Andrea Pruiti Ciarello, Alberto Samonà, Mauro Bonanno. L’incontro di Villa Piccolo sarà un’occasione per approfondire le fonti del pensiero di questo studioso e le analogie della sua visione con i sistemi filosofici orientali e occidentali, rivelando alcuni dati del tutto originali che emergono in merito ai suoi scritti. Fra questi, l’idea rivoluzionaria di un “esoterismo sociale” e il sogno di Parodi di una “aristocrazia dello spirito”, quale unione mistica di coloro che sono in cerca della verità. Bent Parodi è stato definito “l’ultimo dei Gattopardi siciliani” per provenienza familiare, frequentazioni e parentele (da Giuseppe Tomasi di Lampedusa ai fratelli Casimiro e Lucio Piccolo), ma anche uno dei massimi studiosi italiani contemporanei dell’universo tradizionale e delle religioni. È stato per anni presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia, filosofo, massone (E’ stato Grande Oratore Aggiunto del Grande Oriente d’Italia) e autore di numerosi libri, fra cui il romanzo “Il principe mago” incentrato sulla figura di Raniero Alliata e sul declino dell’aristocrazia siciliana nel secondo dopoguerra.

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Italo Calvino, gli ideali politici e la massoneria

 
Italo Calvino si dimise dal Partito Comunista italiano con una lettera dall’incipit piatto e dimesso (“cari compagni, devo comunicarvi la mia decisione ponderata e dolorosa…”), pubblicata dall’Unità il 7 agosto 1957. Una bella biografia di Calvino. Scioltosi dal partito, Calvino cominciò a guardarsi alle spalle con spirito più sereno. E fece i primi conti con la memoria domestica, messa tra parentesi negli anni della militanza. Nel 1960 narrò la sua “infanzia sotto il fascismo”. Vi rievocò i genitori: “Non più giovani, scienziati, adoratori della natura, liberi pensatori, personalità diverse tra loro ed entrambe all’opposto dal clima del Paese”. Il padre di famiglia mazziniana repubblicana anticlericale massonica; la madre sarda, di famiglia laica, cresciuta nella religione del dovere civile e della scienza, socialista interventista nel 1915 ma con tenace fede pacifista. Marchiata da Antonio Gramsci quale “partito della borghesia”, la massoneria non era comunque il covo di reazionari condannato dalla Terza Internazionale comunista e annientata da tutti i regimi totalitari, se vi militavano, appunto, il padre e lo zio di Italo, Mario e Quirino Calvino, la cui schietta dimestichezza verso la povera gente metteva addirittura a disagio il futuro scrittore. Italo sognò con Eugenio Scalfari di dar vita a un “partito aristocratico-sociale” e poi al Mul, Movimento universitario liberale. Non sorprende che, con tali premesse, la sua “scelta del comunismo” non fosse affatto sorretta da motivazioni ideologiche e dovesse prima o poi fare i conti col grado di libertà effettivamente praticato nelle cellule, nelle federazioni, nel rapporto tra partito e società. L’antico casolare di Cadorso “con ancora la traccia sbiadita, sopra la porta, del simbolo massonico che i vecchi Calvino mettevano sulle loro case” (già, perché il padre e lo zio non erano i primi massoni della famiglia) dimostrava come a San Remo, del resto, la Libera Muratoria contava una tradizione gloriosa. Il 13 maggio 1874 – dicono i verbali di loggia scoperti e proposti da Luca Fucini e Roberto Colombo – dieci massoni sanremaschi già iscritti al Grande Oriente di Napoli, dettero vita alla “Liguria”. Il medico e floricoltore GioBernardo Calvino nella matricola del Grande Oriente d’Italia figurò al n. 1211 e poco oltre GioBatta Calvino (1194). La “Liguria” non fece molta strada malgrado vi bussassero decine di aspiranti massoni. Il 26 marzo 1900, come un quarto di secolo prima, dieci massoni alzarono le colonne di una nuova officina: la “Giuseppe Mazzini”. Erano, in gran parte, fratelli già attivi nella “Liguria”, compreso GioBernardo, di lì a poco raggiunto dai figli, Mario (matricola n. 13.414) e Quirino (n. 15.915). Vulcanico promotore della floricoltura, il 15 gennaio 1909 Mario Calvino salutò gli “amici” e gli “agricoltori” della sua terra e partì per il Messico, ov’era atteso da Porfirio Diaz, garante – assicurò – di “un grande avvenire di prosperità pel lavoro e pel capitale”. Rientrato in Italia per sposare Eva Mameli, assistente all’Università di Pavia, e passato dall’irrequieto Messico alla non meno turbolenta Cuba, Mario Calvino diresse la stazione sperimentale di agricoltura di Santiago di Las Vegas. Lì nacque Italo. Rientrato a San Remo proprio quando le Comunità libero muratorie vennero costrette ad autosciogliersi sotto la pressione del fascismo (1925), Mario collaborò col Duca degli Abruzzi quale consulente della Società Saccarifera Italo-Somala, viaggiando in Kenia, Libia, Rodi, Zanzibar. Libero docente nella Regia Università di Portici (Napoli) l’anno stesso della nascita del secondogenito Floriano, Mario Calvino conciliò il suo immutabile abito liberomuratorio con le realizzazioni sociali del “regime” che del resto si valeva in posizione eminente di Alberto Beneduce, già componente della Giunta di governo del Grande Oriente d’Italia ma chiamato da Mussolini alla guida dell’Iri. Italo nella lettera autobiografica in francese a Franco Maria Ricci per la straordinaria edizione dei Tarocchi (1970), scrisse: “Sono nato nel 1923 sotto un cielo in cui il Sole raggiante e il cupo Saturno erano ospiti dell’armoniosa Bilancia…”: la “volta celeste” dipinta sui soffitti delle logge. Neppure nei decenni perigliosi del fascismo i Calvino cancellarono i simboli massonici dall’ingresso delle loro case. E Libereso Guglielmi – al quale Mario confidò essere un trentatrè del Rito scozzese antico ed accettato – non fu certo il solo a sentir dire dal padre di Italo, mentre scendevano a San Giovanni con le gerle d’insalata e frutta, che la Massoneria è “una società libera che cerca di fare del bene a tutti. Una società di individui dove si tutela la libertà di pensiero”. Un legame, quello di Calvino con la massoneria, che fu comunque sempre negato dagli studiosi per non smentire il mito dello scrittore comunista, l’intellettuale pubblicato dalla progressista Einaudi. (Da cultura universale.blogspot.it) Fonti: – Aldo A. Mola, “Il Giornale”, 4 maggio 2000 – Erasmo Notizie, anno 2, n. 5, 15 maggio 2000

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“L’alambicco di Lev Tolstoj. Guerra e pace e la massoneria russa” di Raffaella Faggionato

 
Giovedì 22 ottobre a Casa Nathan – Centro Polifunzionale del Grande Oriente d’Italia a partire dalle ore 18 si terrà la presentazione del volume “L’alambicco di Lev Tolstoj. Guerra e pace e la massoneria russa” di Raffaella Faggionato (Viella, 2015). «Bezuchov, lui è blu, blu scuro e rosso, ed è quadrato…». Cosa si cela dietro queste misteriose parole di Nataša Rostova, o dietro la strana allusione del principe Andrej Bolkonskij a dei guanti da donna? Qual è il significato della rinascita di Pierre sullo sfondo dell’incendio di Mosca del 1812? E da dove ha origine l’immagine di Platon Karataev, con la sua rotondità? Seguendo tracce e indizi disseminati nel testo di uno dei romanzi più letti al mondo, Raffaella Faggionato ci guida in un avvincente percorso a ritroso, alla scoperta di manoscritti, testi ermetici, rituali massonici – un materiale ricchissimo, tuttora sepolto negli archivi di Mosca, che ha nutrito l’immaginazione creativa di Tolstoj nei sette anni di gestazione di “Guerra e pace”. Aggirandoci nel laboratorio in cui hanno preso forma personaggi divenuti immortali, tra foglietti, appunti, varianti e brutte copie, scopriremo come sono cambiati l’impianto del romanzo e la tecnica narrativa dello scrittore sotto la suggestione del simbolismo massonico e del linguaggio delle scienze ermetiche. Una prospettiva nuova, che apre squarci imprevedibili sull’epoca e sugli uomini che l’hanno abitata e getta una diversa luce sulla controversa questione del rapporto di Tolstoj con il mondo della massoneria russa. Raffaella Faggionato insegna Lingua e letteratura russa all’Università di Udine. L’autrice ha intrapreso un’indagine sulla storia della massoneria russa che non è mai stata tentata in precedenza. La sua premessa è che l’illuminismo russo presenta caratteristiche peculiari, che impediscono l’applicazione del quadro interpretativo comunemente usato per la storia del pensiero occidentale. Si occupa di storia della massoneria e del rosacrocianesimo nella Russia settecentesca (argomento cui è dedicato il suo saggio A Rosicrucian Utopia in Eighteenth-Century Russia. The Masonic Circle of N.I. Novikov, Springer, 2005) e delle connessioni tra cultura massonico-rosacrociana e letteratura russa, in particolare nell’opera di Puškin e di Tolstoj. Intanto in Gran Bretagna, come è stato già anticipato nello scorso numero di “Erasmo notizie” la Bbc ha annunciato che il capolavoro letterario del grande scrittore russo diventerà una serie tv in sei puntate della durata ciascuna di un’ora che andranno in onda sull’emittente britannica e vedranno fra gli interpreti l’attrice italiana Greta Scacchi.

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Convegno a Vigevano il 26 settembre su “Italia Multietnica e Multireligiosa: nuove realtà”

 
In occasione delle celebrazioni per il venticinquesimo anno della presenza della Libera Muratoria a Vigevano le tre logge cittadine “il Dovere”, “Obbedienza e Libertà” e “Sabato Giannitti-Viglebanum” organizzano una tavola rotonda, aperta anche ai profani, sugli attualissimi temi della convivenza in Italia tra le nuove etnie che sono giunte tra noi e le nuove realtà religiose che ci si presentano. Si tratta solo di nuove difficoltà oppure anche di nuove opportunità di conoscenza? Cosa divide e cosa unisce le nostre culture? Porteranno i loro contributi la professoressa Grazia Marchianò, esperta di storia delle religioni, il professor Domenico Devoti, psicologo delle religioni, la professoressa Maria Immacolata Macioti, sociologa delle religioni, ed il Grande Oratore del Grande Oriente d’Italia, Claudio Bonvecchio. Modererà l’incontro Marco Gregoretti, giornalista. La storica e prestigiosa Sala della Cavallerizza del Castello di Vigevano ospiterà l’incontro che si terrà sabato 26 settembre 2015 alle ore 16.00.

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