Newsletter settimanale n. 11 - 13 marzo 2015
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Gran Loggia 2015
Il coraggio delle idee, la costanza delle azioni. L'agenda degli eventi

Eventi culturali, mostre, talk show, film, musica. E' ricca l'agenda della Gran Loggia 2015 che si terrà a Rimini tra meno di un mese. L'appuntamento è dal 10 al 12 aprile al Palacongressi. L'apertura è prevista per le ore 9 di venerdì, quando inizierà l'attività espositiva e l'accreditamento per i lavori rituali delle logge del Grande Oriente che si riuniranno per la loro massima assise. Alle ore 9,30 il Gran Maestro Stefano Bisi inaugurerà le mostre del Servizio Biblioteca, della Fondazione Allori e dell'Associazione Italiana di Filatelia Massonica (Aifm-Goi). Alle 10,30 nella Sala dell'Arengo il primo talk "Cambiamenti". Alle 14 nella Sala del Castello Due al via gli incontri del Servizio Biblioteca "Libri in rassegna" ai quali interverrà il Gran Maestro Stefano Bisi. Alle 15 avranno inizio i lavori rituali che saranno sospesi alle 17, quando il tempio verrà aperto. Alle 17,30 si esibirà il Coro di voci bianche "Le verdi note". Alle 18,15 ci sarà l'allocuzione del Gran Maestro. Sabato 11 alle 9,30 riprenderanno i lavori rituali che andranno avanti fino alle 13. Fuori del tempio due incontri: alle 10 nella Sala della Marina l'Ordine DeMolay Italia terrà una conferenza dedicata ai templari, con un focus sulle loro tracce a Milano. Alle 10,30 in Sala Castello verranno proiettati dei filmati. Alle 13,30 all'interno del tempio è prevista la Special Communication dell'Italia Lodge 2001 della Gran Loggia del Distretto di Columbia, Washington dc, alla quale seguirà la ripresa dei lavori rituali che proseguiranno fino alle 17. A latere cinque eventi pubblici: alle 14,30 incontro con l'Associazione Italiana di Filatelia Massonica (Sala del Parco Due) e Libri in Rassegna del Servizio Biblioteca (Sala Castello Due); alle 15 meeting dell'ordine internazionale DeMolay (Sala Marina); alle 17 il talk "Italia, per chi non si arrende". Alle 20 si esibirà l'orchestra sinfonica Città di Arezzo, dirigerà Paolo Bellolli, al pianoforte Francesco Attesti, con due concerti sulle note del Fratello Mozart. La Gran Loggia chiuderà i battenti domenica alle 13 quando termineranno i lavori rituali.

Gran Loggia 2015
Mostre. "Il Novecento italiano" e "Garibaldi"

"Il Novecento italiano" è la mostra proposta in Gran Loggia a cura della Fondazione Allori, che attraverso immagini storiche e suggestive offre una sintesi dell'Italia del secolo passato. La raccolta di fotografie proviene dall'archivio Allori che vanta un patrimonio di circa sette milioni di pezzi fra lastre di vetro e negativi di vario formato. Società, politica, cultura e spettacolo, cinema e storia ne sono al centro e costituiscono uno dei più affascinanti percorsi della memoria dell'Italia dal 1890 a oggi. Al Palacongressi di Rimini, "Il Novecento italiano" racconterà l'Italia dall'inizio del secolo, con il dramma delle due guerre mondiali e gli entusiasmi di una Repubblica inedita, fino all'avvento del sogno europeo. La rassegna descriverà il miracolo del ritorno alla democrazia, della ricostruzione, della rinascita culturale, oltre che economica e politica del nostro paese. Quaranta foto storiche, selezionate da Umberto Cicconi, presidente della Fondazione Allori, che raccontano il coraggio, la speranza, il sogno. Cicconi esporrà anche una selezione di preziosissimi pezzi. Giubbe rosse, armi, lettere e altri cimeli di Giuseppe Garibaldi collezionati da Bettino Craxi, che fanno parte del patrimonio del museo dedicato all'Eroe dei due mondi inaugurato lo scorso anno a palazzo Maturi ad Amorosi, in provincia di Benevento.

Gran Loggia 2015
Le mostre del Servizio Biblioteca. "Un contributo al pregiudizio. La satira antimassonica"

Nel corso della sua storia plurisecolare l'Istituzione Massonica non è potuta sfuggire alla satira, divenendo oggetto di persecuzione da parte di sistemi politici autoritari. La mostra organizzata dal Servizio Biblioteca del Grande Oriente per la Gran Loggia intende offrire un quadro complessivo del fenomeno antimassonico dimostrando come la satira di potere non fu mai storica e obiettiva non ritenendo neppure necessario spiegare come e perché ci dovesse essere un legame tra la Massonerie e le più varie forme sociali, culturali e politiche ritenute all'occasione ostili. Le tre sezioni in cui è organizzata l'esposizione illustrano gli estremi del fenomeno antimassonico, rappresentando la satira neutrale, quella fascista e quella socialista, non limitandosi ad illustrazioni provenienti dall'Italia. Ci troviamo di fronte a rappresentazioni dei riti con cazzuola e grembiulino traboccanti di luoghi comuni e frasi fatte, di una furia iconoclasta intesa a sminuire e negare con ogni argomento l'opera della massoneria. Il carattere astioso e presuntuoso della critica si esprime attraverso raffigurazioni improbabili e semplicistiche dove gli appartenenti alla setta sono esseri semiumani deformi e perennemente incappucciati, perciò considerati viziosi o pericolosi.

"Il Fascio d'Opposizione"

Gran Loggia 2015
Le mostre del Servizio Biblioteca. Il Grande Oriente d'Italia nella storia del Novecento

"Il Grande Oriente d'Italia nella storia del Novecento" è il titolo dell'esposizione del Servizio Biblioteca che verrà allestita in Gran Loggia. La mostra illustra il contributo della Massoneria ai grandi avvenimenti del secolo passato: dalla Grande Guerra all'Impresa di Fiume sino all'impegno antifascista di molti dirigenti dell'Istituzione che hanno continuato a lavorare, anche dopo la messa al bando della libera muratoria nel 1925, in clandestinità e in seno al ricostituito Grande Oriente d'Italia in esilio. Una parte della mostra sarà dedicata anche ai diversi Riti e in particolare al Rito Scozzese Antico e Accettato con una selezione di oggetti e documenti rari. Rimanendo in questo ambito ampio spazio troveranno, inoltre, i libri più rappresentativi facenti parte della Collezione Garattini come alcuni opuscoli novecenteschi delle logge del Grande Oriente, i rituali della loggia "Sebezia" all'Oriente di Napoli di Domenico Angherà e alcuni volumi preziosi del Settecento e della prima metà dell'Ottocento sui diversi Riti. Sarà presente anche una selezione di periodici molto rari e per lo più sconosciuti ai repertori bibliografici massonici (Maruzzi, Lattanzi) come la rivista Nuova Era Massonica Organo del S.C.G.O. nella Valle di Palermo per gli anni dal 1876 al 1878 e, soprattutto, alcune riviste, a partire dal 1945, che ricostruiscono la frammentata storia di alcune obbedienze che rivendicavano una filiazione dalla secessione di Saverio Fera (Gran Loggia d'Italia di Piazza del Gesù) ugualmente rappresentata con Annuari, Bollettini e Rituali a partire dal 1908.

Gran Loggia 2015
Con la Fism a Rimini l'associazione "Le Colonne"

"Le Colonne" sarà tra le protagoniste alla Gran Loggia di Rimini dell'expo "diritti e solidarietà" coordinata dalla Fism. L'associazione che punta ai ragazzi, soprattutto adolescenti, presenterà l'iniziativa Campus della Gioventù Fraterna, che verrà organizzato dal 4 al 18 luglio alla Cecinella a Cecina a mare (Livorno). L'obiettivo delle Colonne è educare i giovani a diventare oggi migliori e domani "buoni cittadini, genitori e leader" attraverso il coinvolgimento sociale, il lavoro di gruppo e un'infinita rete di amicizia.

Come partecipare al Campus "Gioventù Fraterna"

La Locandina

Appuntamento con la storia
"Il Sud ed il Risorgimento italiano". Il Gran Maestro Bisi con Paolo Mieli a Catanzaro il 28 marzo

"Il Sud ed il Risorgimento italiano", un conto ancora aperto con la storia, è questo il grande tema dell'atteso convegno che si svolgerà il 28 marzo alle 16,30 al Teatro Politeama di Catanzaro, organizzato dalla "Francesco De Luca" (1292) di Catanzaro con il patrocinio del Collegio Circoscrizionale della Calabria e del Grande Oriente d'Italia-Palazzo Giustiniani. La Loggia "Francesco De Luca" ha tra le sue finalità quella di approfondire i temi legati alla storia contemporanea, al Sud ed ai suoi personaggi. L'intento è quello di fornire un contributo al dibattito postrisorgimentale che è sempre fecondo e che ha visto, e vede ancora, il mezzogiorno continentale quale un territorio caratterizzato da arretratezza culturale ed economica. Secondo una ormai sempre più diffusa ricostruzione storiografica, il percorso pre e post-unitario che portò alla nascita dell'Italia segnò un processo di unificazione politica ed amministrativa di un popolo che, storicamente legato da vincoli linguistici e culturali, insorgeva a nord contro l'oppressore austriaco ed a sud contro il governo borbonico. Di fronte a questo scenario, la tesi di alcuni studiosi è che quella "rivoluzione nazionale" fu, oltre che una guerra d'indipendenza, una guerra civile tra regioni settentrionali e meridionali, che generò uno scontro tra due Italie. Lo scopo del convegno è quello di dibattere con assoluta imparzialità, con la necessaria attenzione critica e senza pregiudiziali sugli eventi che hanno caratterizzato l'epopea risorgimentale in modo da saldare in qualche modo "un conto ancora aperto con la Storia". Al convegno interverranno personalità del mondo istituzionale e della cultura con numerosi e qualificati interventi. I lavori saranno introdotti e moderati dall'avvocato Maurizio Teti oratore della Loggia Francesco De Luca. I saluti saranno portati dal Maestro Venerabile dell'Officina, Santo Veraldi, dall'avvocato Marcello Colloca, presidente del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Calabria e dall'onorevole Mario Oliverio, presidente della Regione Calabria e tra gli ospiti istituzionali dell'evento. Le relazioni in programma sono quattro: "Il Regno delle due Sicilie e le potenze europee: 1848-1861 che sarà sviluppato dal professor Eugenio Di Rienzo (Università La Sapienza di Roma); "Il comitato segreto della terra di Calabria", relatore il prof. Giovanni Greco (Università di Bologna); ed ancora "La presenza delle donne del Sud nel Risorgimento", relatrice la prof. Anna Maria Isastia (Università La Sapienza di Roma); infine la relazione su "intellettuali e popolo nel Risorgimento meridionale: 1799-1861" sarà oggetto dell'intervento del prof. Aldo Schiavone (Scuola Normale Superiore di Pisa). Chiuderanno l'intensa giornata di dibattito Paolo Mieli, giornalista, presidente della Rcs Libri, e Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia che traccerà le conclusioni del Convegno che si preannuncia molto interessante e che richiamerà una folta e qualificata presenza di cultori della materia risorgimentale.

Il Programma

Il Manifesto

Prima Guerra Mondiale
Il Grande Oriente a Redipuglia con le Massonerie di cinque stati

Il 7 marzo alle 10, accolti dall'OnorCaduti del Ministero della difesa, si sono recati al Sacrario di Redipuglia (Go) il Gran Maestro del Goi Stefano Bisi, assieme al Gran Maestro d'Ungheria Ákos Andor Szilágyi, al Gran Maestro del Montenegro Dragoljub - Duško Vukovic, al Gran Maestro aggiunto di Serbia Lukas Rasulic, al Gran Maestro di Slovenia Marko Bitenc e al Gran Segretario d'Austria Josef Hollos, accompagnati dai loro dignitari e da Fratelli provenienti da tutto il Triveneto. Dopo aver deposto una corona d'alloro, il Gm Bisi ha tenuto una breve allocuzione invitando tutti, un centinaio di fratelli circa, ad unirsi in una catena d'unione per abbracciare idealmente tutti gli affiliati alla Massoneria universale, affinché la ragione prevalga sulla follia. E' seguita la visita al Cimitero militare austro-ungarico. Qui la corona d'alloro è stata collocata sull'ara dal Gran Segretario della Gran Loggia d'Austria Josef Hollos e dal Gran Maestro d'Ungheria Ákos Andor Szilágyi. Poi tutti sulla vetta del Monte Santo dove una terza corona è stata deposta dai Grandi Ufficiali Roberto Cirimbelli e Umberto Busolini, davanti ad una nuda pietra su cui è inciso "Italiani e Ungheresi, combattendo da prodi, si affratellarono nella morte". Un momento molto commovente con il Gran Maestro Bisi, che ha ricordato il nonno "ragazzo del '99" e cavaliere di Vittorio Veneto, auspicando la costruzione di un mondo in cui concordia, fratellanza e armonia prevalgano sulla violenza. Nel pomeriggio convegno a Trieste: "Per non dimenticare. Dalle ferite della Prima Guerra Mondiale alla ricomposizione della coscienza europea". Hanno aperto i lavori i presidenti circoscrizionali Paolo Volli (Friuli Venezia Giulia), Giampietro Metidoro (Veneto), Francesco Scaratti (Trentino Alto Adige). Sono seguiti gli interventi del Gran Maestro Aggiunto Santi Fedele dell'Università di Messina, Fulvio Salimbeni dell'Università di Udine, il giornalista Luciano Santin e Veronica Toso dell'Università di Venezia. Ha concluso il Gran Maestro Bisi.

Dalla parte giusta
Inaugurati il 7 marzo i locali della San Giovanni onlus di Agrigento

Alla presenza di molti Fratelli e di oltre 200 persone che rappresentavano il mondo della solidarietà, sabato 7 marzo sono stati inaugurati i locali della San Giovanni onlus di Agrigento. La sede, all'interno dell'ambulatorio ortopedico del Fratello Tonino Sutera, Presidente dell'associazione, dispone di spazi attrezzati per le consulenze legali e psicologiche, di studi per le visite mediche e la cura del piede. Al taglio del nastro Sergio Rosso, Gran Maestro Aggiunto e Presidente della Federazione Italiana per la Solidarietà Massonica, il quale ha rivolto parole di elogio per la capacità organizzativa dei fratelli siciliani artefici dell'iniziativa. Competenza, entusiasmo e determinazione dei volontari saranno supportati da un ambiente nuovo, arredato con strumenti all'avanguardia ed una grande attenzione ai dettagli. La San Giovanni è pronta ad avviare i servizi di assistenza legale e giuridico amministrativa; attività di sostegno psicologico per bambini, adulti e familiari interessati da un contesto di disabilità e non; attività finalizzata a promuovere l'informazione, la conoscenza e la gestione sociale della disabilità, ai fini del raggiungimento degli scopi sociali e mutualistici. Di particolare pregio l'ambulatorio dedicato alla salute del piede e specializzato nella cura del piede diabetico. Anche la San Giovanni onlus sarà alla Gran Loggia di Rimini nell'expo "diritti e solidarietà" coordinata dalla Fism.

10 marzo
Ricordando i Fratelli passati all'Oriente Eterno. Il messaggio del Gran Maestro Bisi

La giornata del 10 marzo "è una delle date più importanti nel nostro calendario. Noi massoni nel giorno della morte di Giuseppe Mazzini, grande figura storica e 'Fratello di pensiero e azione', rendiamo omaggio a tutti i Fratelli passati all'Oriente Eterno". Lo ha ricordato nel suo messaggio il Gran Maestro Stefani Bisi, invitando tutte le logge della Comunione riunite in quella data nelle varie tornate a commemorare i Fratelli defunti, "uomini che hanno dedicato gran parte della loro esperienza terrena all'antica, inossidabile catena della Fraternità ed agli alti principi e valori massonici. Uomini che hanno portato –sottolinea Bisi- con grande passione, costanza, sacrificio e umiltà il proprio piccolo-grande mattone per la costruzione del Tempio personale e di quello degli altri Fratelli". E' per questo, spiega il Gran Maestro, che "il 10 marzo è per tutti noi una ricorrenza particolarmente sentita e commovente. Un atto ineludibile, rispettoso e doveroso che dobbiamo cercare di onorare come sempre e nel pieno rispetto della Tradizione chiamando uno ad uno i nomi dei Fratelli passati all'Oriente eterno". "La morte –aggiunge- spezza la vita dal punto di vista fisico ma non spezza il forte legame che ci lega ai nostri cari Fratelli defunti. Noi iniziati sappiamo molto bene che le cose fatte non muoiono con la persona ma restano imperiture a testimonianza ed esempio del percorso personale di ciascun Fratello". "Fratelli, –è il suo invito- stasera stringiamoci più forte che mai in catena d'unione e facciamo vibrare dal profondo dei nostri cuori tutto il bello e il bianco che abbiamo dentro di noi. Commuoviamoci e uniamoci stretti stretti nel ricordo di chi non c'è più. Ci sentiremo migliori, avvertendo fra le sacre colonne la presenza di figure che ci sono state e ci saranno sempre care".

Il Comunicato

10 marzo
Cerimonia al cimitero monumentale di Catanzaro

Il 10 marzo, giorno della morte di Giuseppe Mazzini in cui il Grande Oriente ricorda i defunti, si è svolta come di consuetudine, all'interno del Cimitero Monumentale di Catanzaro, la commemorazione dei Fratelli passati all'Oriente Eterno. A presiedere la cerimonia il Presidente del Consiglio dei maestri venerabili di Catanzaro, Pietro Gareri, maestro venerabile della "Melchisedek" (1338), che alla presenza degli altri Maestri Venerabili della Comunione cittadina ( Giovanni Capilupi – "Il Nuovo Pensiero" (523), Fabio Melissari – "Italia Nuova" (597) Paolo Colosimo - "Giordano Bruno" (978), Ludovico Montebianco Abenavoli - "La Fenice" ( 990), Angelo Arturi – "Placido Martini" (991), Michele Gabriele Rossi – "San Giovanni" (1234), Domenico Tedesco – "Antonio Jerocades" (1291), Santo Veraldi – "Francesco De Luca" (1292) ) ha ricordato il valore della commemorazione dei defunti rimarcando il significato profondo dell'esempio dei tanti illustri Fratelli passati all'Oriente Eterno. Una corona di rose è stata deposta nei pressi della cappella gentilizia del poeta, filosofo e massone calabrese Francesco Fiorentino (1834-1884) recentemente restaurata con il contributo di numerosi Fratelli catanzaresi e campani.

Ancona
Innalzate le colonne della "Gentile da Fabriano"

Il 24 febbraio nella nuova Casa massonica di Ancona sono state innalzate le colonne della loggia "Gentile da Fabriano" (1465) di Fabriano con l'insediamento del nuovo Maestro Venerabile Marco Russo. Con presenza del Gran Maestro Stefano Bisi e la straordinaria partecipazione dei Fratelli marchigiani, molti quelli provenienti da fuori regione, è stato dato un segno di forte coesione e di unità d'intenti per questa nuova pietra che si aggiunge al solido muro del Grande Oriente d'Italia. La loggia, come la mitica Fenice, nasce delle ceneri della storica loggia fondata a Fabriano nel 1892 e attiva nel territorio dell'alta Vallesina fino al 1925 quando le sue colonne vennero abbattute, durante la reprimenda fascista. "Oggi la Gentile da Fabriano è tornata ad essere viva realtà dopo quasi un secolo grazie al coraggio dei Fratelli –afferma Russo dopo l'istallazione– che sono stati al mio fianco, anche nei momenti più delicati. La città di Fabriano è stata duramente colpita dalla crisi economica e mi auguro che con la nostra azione potremo diffondere valori fondamentali della nostra istituzione quali la solidarietà e la fratellanza, colonne indispensabili tra le quali dobbiamo lavorare in armonia per il bene e al progresso dell'umanità". Fabrizio Illuminati, presidente del Collegio circoscrizionale delle Marche, ha condotto la tornata ricordando che la "Gentile da Fabriano" è strategica per il territorio, perché si colloca in una zona di confine, una zona dove peraltro la massoneria ha scritto gloriose pagine di storia. Pagine che sono state illustrate dal Fratello Sergio Bellezza che ha scolpito la tavola "Gentile da Fabriano: la loggia storica di fine '800" frutto di una approfondita ricerca documentale e resa suggestiva da una raffinata capacità narrativa. Ha concluso i lavori il Gran Maestro Stefano Bisi: "La straordinaria partecipazione di questa sera –ha detto- è un segno di forte coesione e di unità d'intenti che mette in evidenza quanto bisogno di armonia c'è all'interno della nostra comunione. C'è bisogno di concordia. Per dare un segnale in questa direzione abbiamo fatto pulizie in casa, con una politica tesa ad allontanare quegli elementi di disturbo che negli anni hanno lavorato più per dividere che per unire. Noi massoni dobbiamo diffondere e difendere i valori di libertà, uguaglianza e fraternità –ha sottolineato citando i versi di una canzone di Pierangelo Bertoli- come guerrieri senza patria e senza spada, con un piede nel passato e lo sguardo dritto e attento nel futuro. Senza patria perché i nostri valori sono universali e senza spada perché l'arma dei liberi muratori è la ragione, siamo fieri delle nostre radici ma nel vascello del Grande Oriente d'Italia navighiamo a vele spiegate attenti e coraggiosi verso le difficili sfide dei tempi contemporanei. E per fare questo abbiamo bisogno di uomini coraggiosi e capaci proprio come i fratelli della Gentile da Fabriano stanno dimostrando di essere". Presenti alla cerimonia numerose logge marchigiane: la Victor Hugo di Urbino, la Garibaldi 750 e la Garibaldi 140 di Ancona, la Ram 986 di Ancona, la Misa 1313 di Senigallia, la Faiani 1087 di Osimo, la Pitagora 968 e la Giordano Bruno 1164 di Jesi, la Elvia Recina 739 di Macerata, la Ankon 364 e la Rosslyn Sinclair 1418 di Ancona, la Garibaldi 145 di Pesaro, la Humiltate di Treia e la Tenna 1218 di Servigliano. Da segnalare da fuori regione la Humanitas 1079 di Perugia, la Paolo Garofolo 1008 Terni e la G.Petroni 952 di Terni.

Palmi
Il 27 marzo concerto della Memoria

Il 27 marzo alle 19 nella Casa Massonica di Palmi tredicesimo concerto alla Memoria. Dopo la tavola musicale di Maurizio Piscitelli e Francesco Silipigni, interverrà il Gran Maestro Onorario Ernesto D'Ippolito. Al centro della sua riflessione l'Olocausto, che come ha scritto Primo Levi "è una pagina del libro dell'umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria" .

Riviste del Goi
E' uscito il primo numero del 2015 di Hiram

E' on line sul sito del Grande Oriente il primo numero del 2015 della rivista "Hiram", che apre con un editoriale del Gran Maestro Stefano Bisi dal titolo "Il Coraggio massonico". Francesco Sberlati firma un articolo su "Retorica e alchimia. Cagliostro personaggio letterario". E il misterioso conte esoterista è al centro anche di un altro pezzo: "Teurgia e Spagiria. Il sistema di Cagliostro nella chiarificazione esistenziale". Mauro Cascio dedica una preziosa riflessione all'epoca in cui si formò l'identità borghese. Riccardo Bernardini continua la serie "Figure della trascendenza nelle culture dell'immanenza" concentrandosi questa volta su Zolla all'Istituto Ticinese degli Alti Studi. La testata propone anche un estratto del libro di Marco Rocchi "Rinato nella Pietra-Psicoantropologia dell'iniziazione" edito da Tipheret.

Nuova Antologia
"Massoneria e Letteratura italiana tra Ottocento e Novecento"

Vi fu e quale fu il rapporto tra massoneria e scrittori italiani tra Otto e Novecento? Nonostante il campo d'indagine in oggetto risulti molto vasto, uno studio sistematico sulla questione non è ancora stato realizzato e sono poche le pubblicazioni critiche reperibili sull'argomento. Un approfondimento di questo tema contribuirebbe certamente, oltre che a gettare nuova luce sull'opera di molti letterati, anche a rimettere in discussione alcune convinzioni ormai sedimentate e a rivedere, almeno in parte, la figura di questi scrittori e l'influenza che le loro opere hanno esercitato sulla cultura e sulla società del tempo. Se tra i grandi autori della letteratura mondiale che hanno aderito a istituzioni massoniche si annoverano: Goethe, Lessing, Kipling, Scott, Wilde, Tagore ecc., anche la letteratura italiana può vantare un numero cospicuo di scrittori che hanno aderito alla massoneria nei primi duecento anni della sua esistenza, o che sono comunque stati vicini agli ideali massonici. Intellettuali quali: Giosuè Carducci, Francesco Saverio Salfi, Carlo Porta, Arturo Graf, Carlo Collodi, Carlo Goldoni, Cesare Abba, Edmondo De Amicis, Francesco De Sanctis, Gabriele D'Annunzio, Giovanni Pascoli, Giacomo Casanova, Salvatore Quasimodo, Trilussa, Ugo Foscolo, Vincenzo Monti e altri. Ma di questo elenco, incompleto, ci limiteremo ad analizzare soltanto alcuni in un periodo che va dalla fine del XIX alla prima metà del XX secolo circa, di cui esistono testimonianze dirette dell'appartenenza all'istituizione, o intorno ai quali si è sviluppato un dibattito volto a chiarire la loro presunta affiliazione. È interessante notare come quasi sempre i manuali di letteratura passino sotto silenzio l'appartenenza di questi autori alla massoneria, considerando la cosa di scarsa importanza, e questo anche nel caso dei due massoni italiani Premi Nobel per la letteratura: Giosuè Carducci e Salvatore Quasimodo. (Nuova Antologia articolo di Mario Ruggiero)

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Sullo scaffale
"Rinato nella pietra. Psicologia e antropologia della iniziazione massonica" di Marco Rocchi

Initio significa semplicemente cominciare. L'iniziazione avvia l'uomo ad un cammino, segna l'uscita da uno stato e la successiva rinascita di qualcosa di nuovo. Marco Rocchi nel suo ultimo libro "Rinato nella pietra. Psicologia e antropologia dell'iniziazione massonica" (Tipheret) ricostruisce in chiave nuova un percorso che ha avuto tante letture, storiche, letterarie, soprattutto filosofiche, nel tentativo di chiarificare il senso e la portata di questo lavoro. Già Jung, soprattutto, aveva tentato una lettura diversa, originale, di un patrimonio mitico e simbolico che ha attinto a tutta la cultura occidentale, patrimonio che si è sedimentato nei rituali della moderna Massoneria. In questo volume, seguendo quelle tracce, si tenta una lettura psicologica e antropologica, con Eliade, Turner, van Gennep e i contributi degli studi più recenti.

Genova, 12 marzo 2015 (Il Secolo XIX)
Se i massoni ora fanno la carità in chiesa

Trieste, 08 marzo 2015 (Il Piccolo)
Il Gran Maestro: "Con i Palazzi la Massoneria non c'entra"

Fogliano Redipuglia, 08 marzo 2015 (Il Piccolo)
Il ricordo dei massoni a Redipuglia

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