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NEWSLETTER n.5/2020 
DELLA CONSIGLIERA REGIONALE DI EUROPA VERDE 
SILVIA ZAMBONI 

PERISCOPIO

Rahm Emmanuel, già Capo di Gabinetto del Presidente Usa Barack Obama, sosteneva che “non si dovrebbe sprecare una crisi” per trarne le lezioni necessarie a non ripetere i medesimi errori.

Con la crisi finanziaria mondiale del 2008, alla quale faceva riferimento Rahm Emmanuel, non ci siamo riusciti. Andrà diversamente con l’emergenza Covid? La paura che ha suscitato la pandemia ci ha aperto gli occhi anche sui pericoli del surriscaldamento globale? La capacità di adattamento dimostrata nell’accettare l’uso delle mascherine e il distanziamento sociale, la determinazione con cui si sono chiusi interi comparti produttivi nella fase acuta del contagio ci dicono che siamo pronti ad affrontare i cambiamenti imposti dalla transizione energetica zero-carbon in risposta all’emergenza climatica e ambientale? O la crisi economica e occupazionale post-lockdown spingerà a favore del ripristino dello status quo ante?

Se guardiamo ai risultati del sondaggio Ipsos su sostenibilità e ambiente – diffusi il 6 agosto scorso – si direbbe che la lezione a favore di una netta inversione di rotta è stata raccolta: il 72% degli italiani considera infatti il cambiamento climatico un problema più serio sul lungo periodo della pandemia Covid-19, e per oltre l’80% il governo Conte dovrebbe considerare il problema ambientale prioritario per il rilancio dell’economia. Faranno tesoro di queste indicazioni i decisori politici ed economici e le parti sociali?

Intorno alle lezioni da trarre dalla pandemia Covid 19 per affrontare l’emergenza climatica e per individuare le misure indispensabili da prendere a livello della Regione Emilia-Romagna si dipanerà l’incontro pubblico “Mai sprecare una crisi. Dall’emergenza pandemica all’emergenza climatica” che si terrà il 9 ottobre (9.30 -13.00/ 14.00 – 17.00) nella Sala Polivalente Guido Fanti dell’Assemblea legislativa in via Aldo Moro 50, Bologna (a questo link il programma e le modalità di iscrizione).

L’incontro, che ho organizzato e modererò, nasce dall’esigenza di portare un contributo dell’Assemblea legislativa regionale al percorso della Giunta verso la definizione del nuovo Patto per il Lavoro e il Clima. Le esperte e gli esperti che interverranno ci forniranno utili chiavi di lettura e informazioni sull’emergenza climatica e indicazioni sulle misure congrue in tema di mitigazione (ovvero riduzione delle emissioni climalteranti) e adattamento al cambiamento climatico da avviare a livello regionale. Anche al fine di riuscire a cogliere le importanti opportunità dei fondi europei per avviare la transizione energetica dell’Emilia-Romagna, alla luce del nuovo obiettivo sfidante proposto dalla Presidente della Commissione europea Ursula von del Leyen di ridurre del 55% al 2030 le emissioni climalteranti della Ue.

Su queste tematiche, a un livello più generale, si sono concentrati anche i recenti Colloqui di Dobbiaco (26-27 settembre), l’originale “pensatoio” a cui partecipano esperte/esperti di lingua italiana e tedesca sotto la regia di Wolfgang Sachs e Karl-Ludwig Schibel, e del cui Comitato scientifico mi onoro di fare parte.

In controtendenza rispetto al sondaggio Ipsos, nel suo intervento Stefano Caserini (Politecnico di Milano) ha sostenuto che “mentre l’emergenza corona virus è stata percepita, quella climatica non è ancora compresa nella sua drammaticità, nonostante i rapporti dell’Ipcc, la task force di scienziati che studiano il clima per l’Onu, ci ammoniscano che ci vogliono misure straordinarie per allentare la pressione antropica sul clima: entro il 2050 bisogna azzerare le emissioni di CO2. Un compito immane per il quale abbiamo solo tre decenni a disposizione, mentre la Cina si è impegnata a farlo entro il 2060. La transizione è partita, ma prevale l’inerzia. E non basta ridurre le emissioni climalteranti, dobbiamo anche sottrarre dall’atmosfera l’anidride carbonica già emessa. Per questo”, ha sottolineato “c’è bisogno di indirizzi politici coerenti e investimenti a tutti i livelli”.

Il consistente contributo di emissioni climalteranti della mobilità motorizzata è un dato acquisito.  “Che fare? Cambiamo i motori delle auto o le città?”, ha chiesto Lorenzo Pagliano. A Parigi (dove insegna e si sposta con una bici pieghevole) “hanno scelto di cambiare la città: sulla ciclomobilità investono 120 milioni di euro; e l’emergenza Covid ha accelerato il piano per estendere i percorsi ciclabili: anche in vie centralissime come rue de Rivolì (che passa davanti niente meno che al Louvre), sono state riservate a biciclette e monopattini corsie larghe 4 metri e mezzo prima riservate ai bus, che adesso circolano nelle ex corsie per auto”.

Lontano dal pensiero di Alex Langer, che riteneva che il motore della conversione ecologica è la sua desiderabilità, Graeme Maxton, economista, già segretario generale del Club di Roma, si è concentrato sulla necessità di fare scelte radicali imposte dall’alto: “Il modello di economia oggi dominante si nutre del mito della crescita come strumento per ridurre le disuglianaze che invece moltiplica. E’ un’economai che si basa sul consumo dei combuistibili fossili per cui non potrà mai curare il clima. Dobbiamo ridurre il Pil e proibire attività e consumi che oggi ci sembrano irrinunciabili. L’epidemia ha mostrato invece che si possono chiudere le fabbriche e mettere i lavoratori in cassa integrazione. Colpendo l’economia, il virus ha svolto parte del nostro lavoro e può essere la porta verso il cambiamento”.

Meno apocalittico, Matthias Horx, direttore dell’Istituto per il Futuro di Vienna, ha delineato “la rivoluzione tecnologica che ci darà l’energia pulita di cui abbiamo bisogno, con impianti solari che sfruttano le radiazioni solari H24, impianti eolici senza pale, fino alle strade che ricaricano le auto elettriche, e alle opportunità dell’idrogeno”. Quanto alla pandemia, “ci ha fatto riscoprire il piacere di fare cose dimenticate, facendo anche emergere la maggiore resilienza delle comunità solidali”.

Di resilienza ha parlato anche Enrico Giovannini, presidente di Asvis, l’Associazione italiana per lo sviluppo sostenibile, sottolineando la necessità che sia di tipo trasformativo, ossia non finalizzata a riportarci semplicemente alla situazione di partenza. Con un altro interessante punto fermo nel suo ragionamento: “Vanno difesi i lavoratori, non i posti di lavoro”. Una condizione indispensabile per chiudere quelle produzioni inconciliabili con la transizione ecologica ed energetica, ma senza creare disoccupazione e disagio economico e sociale per chi sarà colpito dalla trasformazione.

Infine, nella tavola rotonda conclusiva, è intervenuta a giovane esponente dei Fridays for future di Bolzano Majda Brecelj che, a differenza della maggior parte dei giovani che aderiscono a questo movimento e a quello di Extinction Rebellion, molto scettici e diffidenti verso i partiti, ha deciso di fare il grande salto nella politica, e alle recenti elezioni comunali di Bolzano si è candidata nella lista dei Verdi. Alla mia domanda cosa l’abbia spinta a prendere questa decisione, ha risposto di averlo fatto perché ritiene che “i giovani non possono solo chiedere agli adulti in politica di agire contro l’emergenza climatica, ma devono assumere la responsabilità di agire in prima persona. Sapevo” ha aggiunto “che correvo il rischio di essere criticata dal movimento per aver fatto questo passo, ma lo ritenevo indispensabile”.

Che altri mille e più giovani “soli che sorridono” verdi possano illuminare il cielo della politica italiana. E non solo!
 
LA MIA ATTIVITÀ ISTITUZIONALE
 
Per accompagnare l’iter di definizione del nuovo Patto per il Lavoro e il Clima della Giunta della Regione Emilia-Romagna, venerdì 9 ottobre dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00 presso l'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ho organizzato questo incontro pubblico che intende mettere a fuoco la questione climatica in tutte le sue implicazioni ambientali, economiche, sanitarie e occupazionali.

4,5 MILIONI DI NUOVI ALBERI IN EMILIA-ROMAGNA. LE PROPOSTE DI EUROPA VERDE

Il progetto della Giunta regionale di mettere a dimora 4,5 milioni di alberi in Emilia-Romagna, uno per ogni cittadino/a della regione, trae origine da una proposta presentata dai Verdi nell’ottobre 2019 e ispirata all’appello dell’associazione “Laudato si’ ” di piantare 60 milioni di nuovi alberi, uno per ogni italiano/a. Come Europa Verde abbiamo trasmesso all’assessora all’Ambiente Irene Priolo il documento con le proposte elaborate dal gruppo interdisciplinare di esperti della Federazione dei Verdi e del comitato scientifico.

CORNO ALLE SCALE. SÌ A RIQUALIFICARE GLI IMPIANTI NO A COLLEGAMENTO POLLA-LAGO SCAFFAIOLO

Ho depositato un’interrogazione alla Giunta regionale sul progetto di una nuova seggiovia Polla – Lago Scaffaiolo nel Comprensorio sciistico Corno alle Scale.
Domenica 20 settembre, insieme a WWF e Legambiente, i Verdi sono stati al Corno alle Scale per manifestare contro la realizzazione del nuovo impianto di risalita tra Polla e Lago Scaffaiolo e per chiedere che le risorse già stanziate siano utilizzate per riqualificare gli impianti esistenti e per promuovere il turismo di montagna.

PASSO DI CROCE ARCANA: LA STRADA FORESTALE APERTA ALL'INTERNO DEL PARCO È PERICOLOSA E VIOLA LE NORME AMBIENTALI REGIONALI

Ho depositato un’interrogazione alla Giunta regionale per chiedere, raccogliendo anche le osservazioni fatte dalla Direzione dell’Ente gestore Parchi Emilia Centrale, se non sia il caso di aprire un confronto con il Comune di Fanano per verificare l’effettiva consistenza del pericolo legato al Covid-19 segnalato nell’ordinanza firmata dal sindaco Muzzarelli, e per ribadire l’importanza di rispettare le norme regionali poste a tutela dell’ambiente e della montagna che promuovono un modello di turismo consapevole e rispettoso dei vincoli ambientali.

STOP ALLA TANGENZIALE DI FOGLIANO (RE)

Raccogliendo l’appello delle associazioni ambientaliste, ho depositato un’interrogazione alla Giunta Regionale per chiedere che venga riesaminata la necessità di realizzare quest’opera e che si sospenda la procedura di VIA, riprendendo semmai in considerazione il tracciato C che è totalmente esterno all'area protetta o, quantomeno, sottoponendo il progetto alle nuove Linee Guida Nazionali per la Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA).

RIAPRE LA CACCIA IN EMILIA-ROMAGNA MA NON CON IL MIO VOTO

Il 3 settembre è stato il primo giorno dell’apertura anticipata della caccia in Emilia-Romagna. Ricordo che Europa Verde è stato l’unico gruppo politico della maggioranza di centrosinistra che guida la Regione Emilia-Romagna a votare contro il calendario venatorio 2020.

DAL MONDO VERDE IN EUROPA

Grande successo elettorale dei Verdi tedeschi alle elezioni comunali in Nord-Rhein Westfalien. I nuovi sindaci verdi a Bonn, Colonia, Aquisgrana e Wuppertal!


Chiedi agli eurodeputati italiani di votare il 7 ottobre la legge per il clima!

Le proposte del partito dei Verdi Europei per investire i fondi della ripartenza post-Covid.
PER APPROFONDIRE...
ECO DALLA STAMPA
Rassegna Stampa Radio e TV - Settembre 2020
Gli articoli usciti sui quotidiani cartacei e online che riportano la mia attività istituzionale come Capogruppo di Europa Verde e Vice Presidente dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.
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