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Artenova Terrecotte - NEWSLETTER n. 17 - Marzo 2016
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Castello dei Rampolla: "Vino in anfora

anche durante la fermentazione"

Luca Di Napoli racconta come l'utilizzo delle giare nella sua azienda non si fermi all'affinamento

Il proprietario dell’Agricola Castello dei Rampolla (Panzano in Chianti, Toscana), Luca Di Napoli, è un viticoltore naturale. La sua azienda da 20 anni ha scelto la filosofia e l’agricoltura biodinamica. Ad Artenova racconta della sua scelta di utilizzare anfore di terracotta sia per la fermentazione che per l’affinamento del vino. Nella sua cantina ci sono 8 anfore della nostra azienda.

Il Castello dei Rampolla pratica l'agricoltura biodinamica: come l'utilizzo della terracotta si lega alla vostra filosofia produttiva?
"Cercavamo da tempo contenitori che fossero il più possibile neutri perché il vino potesse esprimere al massimo il suo carattere senza intrusioni. Il nostro utilizzo delle anfore non si ferma al semplice affinamento del vino ma le utilizziamo anche in fermentazione. Così abbiamo potuto capire il loro effettivo valore: in un ambiente ideale con giusta temperatura e umidità, il vino all’interno delle anfore tenderà ad andare in riduzione il più tardi possibile evitando così di subire stress dovuti a eccessivi travasi. Questo ci ha permesso di poter abbassare notevolmente l’utilizzo della solforosa tanto che col tempo, abbiamo pensato anche a una linea di vini senza solfiti aggiunti".

Quali i vini in anfora che avete imbottigliato?
"Negli anni abbiamo provato tutti i vitigni presenti in azienda: siamo passati dai bianchi al Merlot passando per il Cabernet, giungendo infine al "padre" del Chianti Classico… il Sangiovese. Il suo carattere è quello che per noi si presta meglio alla vinificazione e all’affinamento in anfora. Così è nato anche il nostro Sangiovese di Santa Lucia vinificato esclusivamente in anfora e senza solfiti aggiunti".

Come siete venuti a conoscenza di Artenova?
"Molti anni fa visitando la regione di Alentejo, nel sud del Portogallo, mi sono imbattuto in anfore di 400 anni. Assaggiando poi i vini in anfora, dal punto di vista degli aromi risaltava chiaramente la neutralità del contenitore e la vivacità dei vini stessi. Anni dopo per caso, tramite un depliant, siamo venuti a conoscenza di Artenova che si trova a due passi dalla nostra cantina. Non abbiamo avuto dubbi e abbiamo ordinato subito le prime due anfore che ai tempi contenevano soltanto 450 litri: una era trattata al suo interno con cera d’api e l’altra era neutra. Abbiamo continuato con altre anfore neutre perché per il nostro palato la cera andava ad influire sul gusto del vino. Al momento nella nostra cantina ci sono 8 anfore che variano dai 450 lt fino ad 800 lt".


Utilizzate anche flowforms per vitalizzare il mosto?
"Ne abbiamo tre: la prima è quella che “apre le danze” e che dà il giusto ritmo e il giusto moto dell’infinito al vino; la seconda funge da camera depurativa, al suo interno il vino aperto viene liberato dalle sue cariche pesanti; la terza è il fissatore di queste informazioni nel tempo".

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